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Ottimizzare i sistemi di manovra delle vele con l’elastico

26 dicembre 2025 di
Ottimizzare i sistemi di manovra delle vele con l’elastico
Upffront.com

L’elastico (shock cord) è uno dei componenti meno appariscenti a bordo di uno yacht a vela, eppure svolge un ruolo sproporzionatamente importante nel determinare quanto i sistemi di manovra delle vele funzionino in modo ordinato, sicuro ed efficiente. Se correttamente dimensionato e installato con criterio, l’elastico riduce l’attrito, previene impigliamenti, migliora la gestione delle cime e diminuisce il carico di lavoro dell’equipaggio. Se scelto male, si degrada rapidamente, perde elasticità e diventa un altro consumabile che, silenziosamente, compromette l’ergonomia in coperta.


Questo articolo analizza come gli elastici possano essere impiegati per ottimizzare i sistemi di manovra delle vele, con particolare attenzione al corretto dimensionamento e all’integrazione nel sistema, piuttosto che a un uso generico.


Che cosa fa davvero l’elastico su uno yacht a vela


In sostanza, l’elastico è un elemento di controllo elastico. A differenza di una cima statica, è progettato per immagazzinare energia e applicare una forza di ritorno controllata su cicli ripetuti. Nei sistemi di manovra delle vele, questo permette all’elastico di:

  • Mantenere una tensione leggera ma costante sul rigging corrente
  • Ritirare automaticamente la cima o il tessuto in bando
  • Mantenere le cime di controllo allineate con bozzelli, passacavi e strozzascotte
  • Impedire che scotte, bracci e code delle manovre finiscano nel pozzetto o in sentina

È importante sottolineare che l’elastico non è pensato per portare carichi di lavoro significativi. Il suo ruolo è il controllo di posizione, non il sostegno del carico, e considerarlo un componente strutturale è una causa comune di rotture premature.


Applicazioni comuni dell’elastico nei sistemi di manovra


Gli elastici compaiono in più punti su uno yacht a vela moderno di quanto molti armatori realizzino inizialmente.


Su fiocchi e vele portanti, gli elastici vengono spesso usati per gestire le cime avvolgifiocco. Un elastico leggermente pretensionato, disposto in parallelo alla cima di avvolgimento, aiuta a mantenere spire regolari sul tamburo e riduce la probabilità di sovrapposizioni (override), soprattutto su sistemi a cima continua e su avvolgitori top-down.

Sulle rande, gli elastici sono comunemente utilizzati per ritirare i lazy jack durante la navigazione. Questo riduce lo sfregamento sulla vela e limita la resistenza aerodinamica inutile. Principi simili si applicano ai sistemi di terzaroli a mano di terzaroli (slab reefing), dove l’elastico può essere usato per tenere le borose di terzaroli lontane dalle stecche e dal tessuto vela quando non sono in carico.


Sottocoperta, gli elastici sono spesso impiegati nei sistemi di gestione delle drizze, mantenendo le code sollevate dal pagliolato e lontane dai winch, pur consentendo movimento libero durante le issate e le ammainate.


Specifiche dell’elastico: diametro, allungamento e costruzione


Selezionare un elastico solo in base al diametro raramente è sufficiente. Un corretto dimensionamento richiede di comprendere diametro, comportamento in allungamento e costruzione, in particolare il rapporto tra anima elastica e calza protettiva.


Il diametro determina il range di tensione utilizzabile. Sulla maggior parte degli yacht a vela, elastici tra 4 mm e 8 mm coprono la maggioranza delle applicazioni di manovra. I diametri più piccoli sono adatti alla gestione delle cime e al ritiro dei lazy jack, mentre quelli maggiori sono più indicati per il controllo della cima avvolgifiocco su vele di dimensioni più grandi.


Le caratteristiche di allungamento sono altrettanto importanti. L’elastico dovrebbe lavorare ben entro il proprio range elastico nell’uso normale. Se si allunga troppo facilmente, non manterrà una tensione efficace; se è troppo rigido, si comporta più come una cima statica e trasmette carichi d’urto indesiderati a ferramenta e punti di attacco.


La costruzione è dove emergono differenze significative nell’uso reale. La maggior parte degli elastici nautici utilizza un’anima in lattice multifilo per fornire elasticità, protetta da una calza in poliestere intrecciato. Questa costruzione offre un buon equilibrio tra resistenza ai raggi UV, flessibilità e costo, ed è del tutto adatta a molte manovre veliche.


Per applicazioni più impegnative, tuttavia, è spesso la calza, più che l’anima, a diventare il fattore limitante. In questi casi, un elastico con calza in Dyneema offre un chiaro vantaggio tecnico. L’anima in lattice rimane invariata, quindi il comportamento elastico è sostanzialmente simile, ma l’intreccio in Dyneema garantisce una resistenza all’abrasione e una durabilità a trazione significativamente superiori.


Elastico con calza in Dyneema è particolarmente indicato per applicazioni con angoli di rinvio stretti, componenti a raggio ridotto o cicli continui a basso carico, come la gestione della cima avvolgifiocco su fiocchi performance o sistemi di lazy jack utilizzati frequentemente. In questi ambienti, le calze in poliestere possono lucidarsi, appiattirsi o consumarsi molto prima che l’anima elastica sia esaurita.


È importante ribadire che una calza in Dyneema non rende l’elastico adatto a portare carichi di lavoro. L’anima elastica rimane il limite strutturale. Il beneficio è nella durabilità e nella vita utile, non in un aumento della resistenza funzionale.


Al contrario, elastico con calza in poliestere spesso resta la scelta migliore dove l’esposizione ai raggi UV è predominante o dove l’elastico viene maneggiato, annodato o regolato di frequente. Il poliestere è meno scivoloso e in generale più tollerante nelle applicazioni d’uso comune, rendendolo adatto a sistemi meno gravosi e a controlli utilizzati occasionalmente.


robline shock cords

Elastici Robline


Ottimizzare disposizione e fissaggio dell’elastico


La qualità dell’installazione ha un’influenza importante sulla durata dell’elastico. Curve strette, angoli di rinvio errati e punti di fissaggio rigidi accelerano la fatica sia dell’anima sia della calza.


Dove possibile, l’elastico dovrebbe scorrere in passacavi lisci o anelli a basso attrito, piuttosto che sfregare su spigoli vivi. I punti di attacco dovrebbero consentire un minimo di articolazione, così che l’elastico non sia costretto a piegarsi bruscamente a piena estensione.


I nodi meritano un’attenzione particolare. Un semplice nodo semplice (overhand) indebolisce significativamente l’elastico e concentra gli sforzi. Quando serve regolazione, piccole legature o un nodo parlato/mezzo collo (rolling hitch) su una cima statica di controllo consentono all’elemento elastico di lavorare in modo più uniforme e di essere sostituito indipendentemente.


La pretensione dovrebbe essere conservativa. L’obiettivo è eliminare il lasco, non precaricare il sistema. Un’eccessiva pretensione accorcia la vita utile e aumenta la probabilità di rotture improvvise.


L’elastico come parte di un sistema


L’elastico è più efficace quando viene considerato parte di un sistema integrato di manovra delle vele, piuttosto che una soluzione autonoma.


Una cima avvolgifiocco che tende a sovrapporsi sul tamburo può beneficiare di una tensione elastica, ma solo se diametro del tamburo, diametro della cima e geometria dei rinvii sono già corretti. L’elastico dovrebbe rifinire un sistema ben progettato, non compensare problemi fondamentali di layout.


Allo stesso modo, i sistemi di gestione delle drizze rendono al meglio quando l’elastico è combinato con organizzatori a basso attrito e percorsi di rinvio chiaramente definiti.


Ispezione, manutenzione e sostituzione


L’elastico è intrinsecamente un consumabile. L’anima in lattice si degrada nel tempo, anche se la calza sembra integra. L’ispezione dovrebbe concentrarsi su perdita di elasticità, lucidatura superficiale e abrasione della calza.


Nelle applicazioni in coperta ad alta esposizione, la sostituzione annuale è spesso giustificata. Sottocoperta, la vita utile è in genere più lunga. Tenere a bordo spezzoni di ricambio consente una sostituzione rapida ed evita soluzioni improvvisate.


Considerazioni finali sugli elastici


L’elastico è un componente piccolo, ma con un’influenza enorme su quanto un sistema di manovra risulti “rifinito” nell’uso quotidiano. Se correttamente dimensionato, installato con criterio e adeguato al suo ambiente operativo, riduce il disordine, previene errori e migliora l’efficienza complessiva della manovra.


Per gli armatori tecnicamente orientati, ottimizzare l’uso degli elastici significa meno aggiungere “più elastico” e più scegliere la costruzione giusta, nel posto giusto, per il lavoro giusto.

ELASTICI

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